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ALESSANDRO GADLER
Nato a Rovereto il 2/10/1953.
Durante gli anni del liceo divenne responsabile del locale movimento giovanile del WWF.
Consegui la maturità scientifica pur avendo una sensibilità ed una tradizione familiare soprattutto umanistica.
Dopo la strage di piazza Fontana si sviluppò in lui una ricerca di verità e di giustizia sociale che lo portò, dopo nove anni di esplorazione politica, ad aderire al movimento radicale, con una militanza sofferta e spesso ostacolata da condizioni contingenti di carattere lavorativo e familiare.
Nel 1984 condusse in trentino una forte campagna anticoncordataria, dopo l'ignobile sentenza della Sacra Rota (tribunale ecclesiastico annullatore dei presupposti di indissolubilità del matrimonio cattolico) sul caso di Franca Martini, ammalata terminale di sclerosi a placche, e già madre, che subì l'annullamento del suo matrimonio in due consecutive sentenze scientificamente folli, socialmente oscurantiste e profondamente anticristiane.
Fu quindi co-fondatore ed ispiratore del centro di riabilitazione che di Franca Martini porta il nome, per quanto riguarda l'approccio terapeutico nel contesto istituzionale della sanità provinciale.
Nell' 85, in seguito a studi approfonditi sui disturbi del sistema immunitario, in mancanza di risposte serie da parte della "Medicina di Stato", fu uno dei primi obiettori, in Italia, rispetto all'obbligatorietà di qualsivoglia vaccinazione.
Ha poi condotto con successo altre battaglie pilota in campo di diritti civili sul lavoro, quando ancora non si parlava di "mobbing", con decisioni d'avanguardia ottenute negli anni '80 dalla giunta comunale di Trento, in tema di diritto di aspettativa per paternità, nonché da una sentenza del T.A.R. cui si appellò, per caso personale di interesse generale : sentenza che portò l'amministrazione comunale, in quel caso controparte, a dovere compiere notevoli adeguamenti normativi e regolamentari che tutelassero i dipendenti comunali dagli arbitrî di una burocrazia codina e sommessamente post-conciliare.
Una delle battaglie che ha ora in animo è quella di contribuire alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti non ritenendo ulteriormente procrastinabile, su nessun piano la politica dello spreco, della depredazione e dell'inquinamento che ci ha reso tutti masochisticamente ciechi ed ubbidienti ritenendo che il debito morale ed il danno materiale sia di tutti, mentre i profitti economici sono stati di pochi speculatori sul sonno delle nostre coscienze.
Una volta chiariti pubblicamente i termini del problema sarà anche vagliata l'ipotesi di un'obiezione di coscienza, come disubbidienza civica, rispetto al pagamento delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Da più di vent'anni è bibliotecario a Trento.
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